BONUS FIERE MISE 2022 – CONTRIBUTO DEDICATO ALLE IMPRESE CHE PARTECIPANO ALLE FIERE INTERNAZIONALI

Con la conversione in legge del Decreto Aiuti, è stato introdotto il contributo MISE per favorire la partecipazione delle imprese con sede operativa in Italia che intendono partecipare a manifestazioni fieristiche internazionali nel 2022 organizzate in Italia.

Soggetti beneficiari

Imprese iscritte e attive nel Registro delle Imprese, che hanno ottenuto l’autorizzazione e hanno sostenuto o devono sostenere spese per la partecipazione a una o più delle manifestazioni fieristiche internazionali presenti nel calendario fieristico approvato dalla Conferenza delle Regioni e delle Provincie Autonome e che non hanno ricevuto altri contributi pubblici per le medesime finalità.

Agevolazione

Si tratta di un contributo pari a massimo di euro 10.000 destinato a coprire fino al 50% delle spese e degli investimenti sostenuti dalle imprese impegnate in manifestazioni internazionali organizzate in Italia durante il periodo che va dal 16 luglio 2022 al 31 dicembre 2022.

Il Buono ha validità fino al 30 novembre 2022, data entro la quale si dovrà presentare l’istanza di rimborso delle spese.

L’agevolazione sarà riconosciuta fino al limite delle spese pari a 34 milioni di euro.

Modalità e tempi di presentazione della domanda

Sarà possibile presentare domanda dalle ore 10:00 alle ore 17:00, dal lunedì al venerdì, a decorrere dal 9 settembre 2022.

Per ottenere il buono occorrerà presentare un’istanza telematica, attraverso un’apposita piattaforma non ancora attivata. Il buono è richiedibile una sola volta.

In caso di esito positivo della pratica il MISE o il soggetto delegato, rimborsa la cifra spettante, accreditandola, entro fine 2022, sul conto corrente bancario comunicato nell’istanza per l’attribuzione del buono.

La fruizione del nuovo contributo a favore delle imprese che partecipano a manifestazioni fieristiche internazionali organizzate in Italia deve avvenire nel rispetto delle condizioni e dei limiti dettati dalle norme comunitarie (Regolamento UE 1407/2013, Regolamento UE 1408/2013 e Regolamento UE 717/2014).

Le spese sostenute devono essere documentate dopo la richiesta del bonus, in sede di domanda di rimborso

Nell’attribuzione delle somme, il MISE terrà conto sia dell’ordine temporale di ricezione delle domande sia del tetto di spesa autorizzata per l’anno 2022.

 

Fiere e Proprietà Intellettuale

La partecipazione alle fiere rappresenta per le imprese uno strumento di marketing fondamentale. Soprattutto per le PMI è l’occasione per farsi conoscere, aumentare la visibilità dell’impresa e/o dei propri prodotti, attrarre nuovi clienti e analizzare la concorrenza.

Tuttavia, se da un lato la presenza in fiera aiuta le aziende a testare i nuovi prodotti sul mercato, accedere a nuovi e aumentare il proprio fatturato; dall’altro vi è il rischio di violazione dei propri Diritti di Proprietà Intellettuale.

In considerazione del fatto che le fiere si svolgono per un breve lasso temporale, è fondamentale per i titolari dei diritti gestire adeguatamente i propri DPI quando si partecipa ad una fiera e reagire immediatamente contro eventuali violazioni.

La Proprietà Intellettuale (marchi, brevetti, modelli/disegni, software, disegni industriali, know-how, ecc.) rappresenta l’insieme di strumenti giuridici con i quali si può tutelare qualsiasi idea dell’uomo e le sue manifestazioni di creatività in modo da ottenerne un vantaggio competitivo, in quanto la protezione consente al suo titolare uno sfruttamento in regime di esclusiva. I diritti di Proprietà Intellettuale rappresentano per le aziende un importante volano per la competitività e l’innovazione sul mercato ed un vero e proprio valore aziendale.

Prima di partecipare a una fiera, è essenziale accertarsi di essere a conoscenza dei DPI che si possiedono nei confronti dei prodotti e servizi che si vogliono mostrare.  Infatti, possedere DPI permette di prendere misure efficaci per cautelarsi da contraffattori e trasgressori.  Inoltre, ti permette di dimostrare facilmente la prova di proprietà e ciò facilità la risoluzione delle controversie in occasione di manifestazioni fieristiche e rende più facile intraprendere azioni legali se necessario.

E’ consigliabile pianificare in maniera strategica la tutela dei propri DPI, potendo beneficiare degli strumenti economici messi a disposizione dal Ministero dello Sviluppo Economico (per esempio i Bandi Brevetti+, Marchi+, Design+) e/o dell’Unione Europea (per esempio il Voucher EUIPO) per accedere ai servizi di consulenza IP e incentivare l’innovazione e l’internazionalizzazione delle Start Up e PMI.

© THINX Srl  – settembre 2022

 

 

PMI LOMBARDE – STRUMENTI FINANZIARI E INTERVENTI PER LA COMPETITIVITÀ DELLE IMPRESE 2022-2024

La Regione Lombardia ha definito un nuovo pacchetto di interventi a sostegno della competitività delle Piccole e Medie Imprese, che intende attivare nel biennio 2022-2024 con le risorse del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale 2021-2027.

Il pacchetto comprende 16 misure, di cui 4 in attivazione da settembre di quest’anno e altre 9 entro il primo semestre 2023, per un totale di 325 milioni di euro.

L’obiettivo è presentare e calendarizzare le misure con grande anticipo per dare la possibilità alle Piccole e Medie Imprese lombarde di organizzarsi e pianificare eventuali investimenti.

Le aree di intervento sono:

  • Programmazione e semplificazioni per le imprese
  • Innovazione
  • Accesso al credito
  • Economia circolare
  • Digitalizzazione
  • Internazionalizzazione ed attrattività
  • Filiere ed ecosistemi
  • Efficientamento energetico
  • Competenze
  • Sviluppo aziendale

 

I fondi a sostegno dell’internazionalizzazione delle PMI lombarde e dello sviluppo aziendali saranno i primi a partire, insieme a un nuovo Strumento Finanziario per interventi di Venture capital a favore di start up e scale up deep tech.

 

Parallelamente sarà avviata anche un’azione di accompagnamento per lo sviluppo delle competenze delle imprese, in modo tale da permettere di massimizzare l’efficacia degli investimenti in coerenza con la Strategia Regionale di Specializzazione Intelligente per Ricerca e Innovazione – S3 Lombardia.

 

Successivamente sono previsti interventi di sostegno al microcredito, alla trasformazione digitale dei modelli di business, all’attrazione di investimenti esteri, al rafforzamento della competitività delle filiere e degli ecosistemi produttivi in Lombardia, alla partecipazione delle PMI alle fiere internazionali e all’efficientamento energetico degli impianti produttivi delle imprese.

La definizione anticipata degli interventi a sostegno delle PMI e Start Up, permette alle aziende di pianificare in maniera strategica la tutela dei propri assets IP (marchi, brevetti, disegni/modelli, know-how, software ecc.), potendo beneficiare degli strumenti economici messi a disposizione dal Ministero dello Sviluppo Economico (per esempio i Bandi Brevetti+, Marchi+, Design+) e/o dell’Unione Europea (per esempio il Voucher EUIPO) per accedere ai servizi di consulenza IP e incentivare l’innovazione e l’internazionalizzazione delle Start Up e PMI.

La Proprietà Intellettuale rappresenta l’insieme di strumenti giuridici con i quali si può tutelare qualsiasi idea dell’uomo e le sue manifestazioni di creatività in modo da ottenerne un vantaggio competitivo, in quanto la protezione consente al suo titolare uno sfruttamento in regime di esclusiva. I diritti di Proprietà Intellettuale rappresentano per le aziende un importante volano per la competitività e l’innovazione sul mercato ed un vero e proprio valore aziendale.

 

© THINX Srl  – agosto 2022

FONDO MISE PER LO SVILUPPO DELLE TECNOLOGIE E DELLE APPLICAZIONI DI IA, BLOCKCHAIN E IoT

La legge di bilancio 2019 (art. 1, comma 226) ha istituito il Fondo per lo sviluppo delle tecnologie e delle applicazioni di Intelligenza Artificiale, Blockchain e Internet of Things, con una dotazione complessiva pari a 45 milioni di euro.

Soggetti beneficiari

I soggetti ammissibili sono le imprese di qualsiasi dimensione, costituite in forma societaria e che esercitano attività industriali di produzione di beni e servizi, agro-industriali, artigiane, di trasporto, di servizi alle imprese che esercitano le predette attività, nonché i centri di ricerca con personalità giuridica.

Le grandi imprese sono ammissibili alle agevolazioni, soltanto nell’ambito di un progetto che preveda una collaborazione effettiva con le PMI beneficiarie. I soggetti ammissibili possono presentare anche progetti in forma congiunta, fino ad un numero massimo di cinque partecipanti per ciascun progetto.

Agevolazione

Progetti che prevedono la realizzazione di attività di ricerca industriale, sviluppo sperimentale, innovazione dell’organizzazione e innovazione di processo, finalizzate al sostegno e allo sviluppo delle tecnologie e delle applicazioni di intelligenza artificiale, blockchain e internet of things, nei seguenti settori strategici prioritari:

  • industria e manifatturiero;
  • sistema educativo;
  • agroalimentare;
  • salute;
  • ambiente ed infrastrutture;
  • cultura e turismo;
  • logistica e mobilità;
  • sicurezza e tecnologie dell’informazione;
  • aerospazio.

Ai fini dell’ammissibilità alle agevolazioni, i progetti devono prevedere spese e costi ammissibili non inferiori a euro 500.000,00 e non superiori a euro 2.000.000,00.

Le agevolazioni sono concesse nella forma del contributo alla spesa nel rispetto dei limiti stabiliti dagli articoli 25 e 29 del Regolamento GBER.

Modalità e tempi di presentazione della domanda

La domanda di agevolazione deve essere presentata, pena l’invalidità e l’irricevibilità, in forma esclusivamente telematica utilizzando la procedura disponibile nel sito internet di Infratel Italia (www.infratelitalia.it), mediante la piattaforma dedicata all’iniziativa.

L’apertura dell’intervento agevolativo è prevista per il 21 settembre 2022, con la possibilità di precaricare la documentazione prevista dal bando, a partire dal 14 settembre 2022.

Si tratta di una ulteriore opportunità a sostegno delle imprese italiane per accrescerne sul mercato la competitività e tutelarne l’innovazione.

 

© THINX Srl  – agosto 2022

 

VOUCHER EUIPO PER LE PMI – AUMENTATO IL FONDO DI 10 MILIONI DI EURO

E’ notizia dei primi di agosto che il Fondo Ideas Powered for business per le PMI ha raggiunto un nuovo traguardo di 15.000 domande nella prima metà del 2022, per un totale di 28.000 da quando l’iniziativa è iniziata nel gennaio 2021.

Secondo le fonti EUIPO, la maggior parte delle richieste provengono da Spagna (2652), Italia (1855), Polonia (1702) e Francia (1232) e sono relative tra gli altri al settore manifatturiero, retail, scienza, tecnologie, telecomunicazione ecc.

Si tratta di un’iniziativa della Commissione europea attuata dall’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO) con il sostegno degli uffici nazionali per aiutare le PMI degli Stati membri dell’UE a tutelare i propri diritti di proprietà intellettuale in seguito alla pandemia.

L’iniziativa prevede la possibilità di ottenere il rimborso parziale dei costi sostenuti per il deposito di marchi, disegni/modelli e brevetti.

Il Fondo rimarrà aperto fino al 16 dicembre 2022 e sono disponibili sovvenzioni fino a Euro 2.250 secondo il principio «primo arrivato, primo servito».

Il Fondo per le PMI ha avuto un notevole impatto educativo sulle imprese europee. Infatti, quasi l’80 % di loro ha avuto il primo contatto con il mondo della proprietà intellettuale attraverso questa iniziativa. Inoltre, il Fondo PMI è utile per le imprese di tutte le dimensioni, considerando che ben il 96 % di queste imprese sono microimprese.

Il successo dell’iniziativa è altresì dovuto dall’iter estremamente semplice e rapido di ottenimento del Voucher. La domanda può essere depositata da un titolare, un dipendente o un rappresentante autorizzato di una PMI dell’UE che agisce per suo conto. Le sovvenzioni sono sempre trasferite direttamente alle PMI.

Pertanto, la Commissione europea e l’EUIPO hanno recentemente aumentato il Fondo di 10 milioni di euro.

La Proprietà Intellettuale (marchi, brevetti, modelli/disegni, software, disegni industriali, know-how, ecc.) rappresenta l’insieme di strumenti giuridici con i quali si può tutelare qualsiasi idea dell’uomo e le sue manifestazioni di creatività in modo da ottenerne un vantaggio competitivo, in quanto la protezione consente al suo titolare uno sfruttamento in regime di esclusiva. I diritti di Proprietà Intellettuale rappresentano per le aziende un importante volano per la competitività e l’innovazione sul mercato ed un vero e proprio valore aziendale, perciò proteggere i propri diritti PI è un dovere imprescindibile per qualsiasi impresa a prescindere dalle proprie dimensioni.

Il Fondo EUIPO rappresenta, dunque, una occasione da prendere al volo per le PMI e Start up italiane.

 

© THINX Srl  – agosto 2022

 

Antonio Di Bernardo, THINX founder, has been ranked as a top patent attorney in “IAM Patent 1000 2022”

We are proud to share that Antonio Di Bernardo, THINX founder, has been ranked by the prestigious IAM as a top patent attorney in its “IAM Patent 1000 2022” which every year identifies the world’s leading patent professionals.

IAM says: “Few, if any, attorneys have the technical prowess to navigate the intricacies of software patent litigation like Antonio Di Bernardo. He is a highly sought after attorney in the field and receives consistent praise from the market for his excellent capabilities”.

Congrats!

Antonio Di Bernardo – IAM (iam-media.com)

 

© THINX Srl  – agosto 2022

 

Bandi MISE 2022 marchi, brevetti e design: 46 milioni di euro di contributi a fondo perduto

In data 27 luglio 2022 sono diventati operativi i nuovi bandi denominati BREVETTI+, DISEGNI+ e MARCHI+ per l’annualità 2022 a sostegno alle PMI che investono in progetti di valorizzazione della proprietà industriale.

Si tratta di agevolazioni a fondo perduto (fino ad esaurimento fondi) a cui si applicano le limitazioni previste dalla disciplina comunitaria nel regolamento UE n. 1407 del 18 dicembre 2013 relative al de minimis.

Le domande di contributo potranno essere presentate a partire:

dal 27 settembre 2022 per Brevetti+

dall’11 ottobre 2022 per Disegni+

dal 25 ottobre 2022 per Marchi+  

In favore delle tre misure, sono stati messi a disposizione per l’anno 2022 46 milioni di euro, di cui 30 milioni per Brevetti+ (che includono anche 10 milioni di risorse PNRR), 14 milioni di euro per Disegni+ e 2 milioni di euro per Marchi+.

Per approfondimenti si rinvia alle informative sui singoli bandi rintracciabili ai seguenti link:

https://uibm.mise.gov.it/images/bandi/Bandobrevetti22.pdf

https://uibm.mise.gov.it/images/bandi/Bandodisegni22.pdf

https://uibm.mise.gov.it/images/bandi/Bandomarchi22.pdf

 

Di seguito, ricapitoliamo le caratteristiche principali delle singole misure.

BREVETTI+

I beneficiari sono tutte le MPMI anche di nuova costituzione, aventi sede legale ed operativa in Italia e che si trovino in una delle seguenti condizioni:

  1. a) siano titolari di un brevetto per invenzione industriale concesso in Italia successivamente al 01/01/2019 ovvero titolari di una licenza esclusiva trascritta all’UIBM di un brevetto per invenzione industriale concesso in Italia successivamente al 01/01/2019. In entrambi i casi i brevetti devono essere in regola con i pagamenti delle tasse di mantenimento in vita, ove dovute, al momento della presentazione della domanda.
  2. b) siano titolari di una domanda nazionale di brevetto per invenzione industriale depositata successivamente al 01/01/20 con un rapporto di ricerca con esito “non negativo”;
  3. c) siano titolari di una domanda di brevetto europeo o di una domanda internazionale di brevetto depositata successivamente al 01/01/2020, con il relativo rapporto di ricerca con esito “non negativo”, che rivendichi la priorità di una precedente domanda nazionale di brevetto, purché la domanda nazionale di priorità non sia stata già ammessa alle agevolazioni Brevetti+ di cui ai precedenti bandi.

Oggetto dell’agevolazione è la realizzazione di un progetto finalizzato alla valorizzazione di un brevetto in termini di redditività, produttività e sviluppo di mercato.

Il contributo è finalizzato all’acquisto di servizi specialistici correlati e strettamente connessi alla valorizzazione economica del brevetto e funzionali alla sua introduzione nel processo produttivo ed organizzativo dell’impresa proponente, al fine di accrescere la capacità competitiva della stessa.  Sono ammissibili i costi dei seguenti servizi:

  1. Industrializzazione e ingegnerizzazione;
  2. Organizzazione e sviluppo;
  3. Trasferimento tecnologico.

È prevista la concessione di un’agevolazione a fondo perduto, nel rispetto della regola del de minimis, del valore massimo di Euro 140.000. Tale agevolazione non può essere superiore all’ 80% dei costi ammissibili.

Ciascun soggetto può presentare un solo progetto di valorizzazione relativo ad un unico brevetto, che non sia già oggetto di un’altra domanda presentata nel presente sportello.

DISEGNI+

I beneficiari sono le MPMI con sede in Italia titolari del disegno o modello oggetto del progetto di valorizzazione e registrato presso l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM) o l’Ufficio dell’Unione europea per la Proprietà Intellettuale (EUIPO) o l’Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale (OMPI). In tale ultimo caso tra i Paesi designati deve esserci l’Italia.

Il disegno/modello deve essere registrato a decorrere dal 1° gennaio 2020 e comunque in data antecedente la presentazione della domanda di partecipazione ed essere in corso di validità.

Possono essere agevolati progetti di valorizzazione di un disegno/modello o di uno o più disegni/modelli appartenenti al medesimo deposito multiplo.

Le agevolazioni sono concesse fino all’80% delle spese ammissibili entro l’importo massimo di euro 60.000.

Sono ammissibili le spese sostenute per l’acquisizione dei seguenti servizi: a. ricerca sull’utilizzo di materiali innovativi (inclusi materiali che derivano da riutilizzo, materiali riciclati e simili); b. realizzazione di prototipi; c. realizzazione di stampi; d. consulenza tecnica per la catena produttiva finalizzata alla messa in produzione del prodotto/disegno; e. consulenza tecnica per certificazioni di prodotto o di sostenibilità ambientale; f. consulenza specializzata nell’approccio al mercato (es. business plan, piano di marketing, analisi del mercato, progettazione layout grafici e testi per materiale di comunicazione offline e online) e per la valutazione tecnico-economica del disegno/modello (ai fini della cedibilità del disegno/modello registrato); g. consulenza legale per la tutela da azioni di contraffazione (azioni legali relative a casi concreti) e/o per accordi di licenza (effettivamente sottoscritti).

Può essere agevolata soltanto una domanda per impresa.

Il progetto deve essere concluso entro 9 mesi dalla notifica del provvedimento di concessione dell’agevolazione

MARCHI+

I beneficiari sono le MPMI regolarmente costituite e iscritte al Registro imprese, attive con sede legale e operativa in Italia, titolari del marchio oggetto della domanda di partecipazione.

Le spese ammissibili riguardano: a. la progettazione del nuovo marchio (elaborazione della rappresentazione del marchio); b. l’assistenza per il deposito; c. le ricerche di anteriorità; d. l’assistenza legale per azioni di tutela del marchio in caso di opposizione/rifiuto/rilievi; e. versamento delle tasse deposito presso UIBM, EUIPO/OMPI.

Ai fini dell’ammissibilità tutte le spese devono essere sostenute in data antecedente la presentazione della domanda di agevolazione e comunque dopo il 1° giugno 2019.

Le tipologie di interventi ammessi e l’agevolazione sono così suddivisi:

Misura A – Agevolazioni per favorire la registrazione di marchi dell’Unione Europea presso EUIPO attraverso l’acquisto di servizi specialistici. Il requisito d’accesso è aver ottenuto la registrazione, presso l’EUIPO, del marchio dell’Unione Europea oggetto della domanda di agevolazione e pagamento delle Tasse di deposito. Le agevolazioni sono concesse nella misura del 80% delle spese ammissibili sostenute per le tasse di deposito e per l’acquisizione di servizi specialistici e nel rispetto degli importi massimi previsti per ciascuna voce ed entro comunque l’importo massimo complessivo per marchio di Euro 6.000,00.

Misura B – Agevolazioni per favorire la registrazione di marchi internazionali presso OMPI attraverso l’acquisto di servizi specialistici. Requisiti per l’accesso sono:

– deposito domanda di registrazione presso OMPI, pubblicata sul registro internazionale (Madrid monitor), di un marchio registrato o per il quale è stata depositata una domanda di registrazione a livello nazionale presso UIBM o di un marchio dell’Unione Europea registrato presso EUIPO e pagamento delle tasse di deposito;

– deposito domanda di designazione successiva, pubblicata sul registro internazionale (Madrid monitor), di un marchio registrato presso OMPI e pagamento delle tasse di registrazione.

Le agevolazioni sono concesse nella misura del 90% delle spese ammissibili sostenute per le tasse di deposito e per l’acquisizione di servizi specialistici e nel rispetto degli importi massimi previsti per ciascuna voce ed entro comunque l’importo massimo complessivo per marchio di Euro 9.000,00.

Ciascuna impresa può presentare più richieste di agevolazione, sia per la Misura A sia per la Misura B, fino al raggiungimento del valore complessivo di Euro 25.000,00.

 

 

© THINX Srl  – agosto 2022

 

Apertura Bandi MISE 2022

Pubblicati dal MISE i dettagli relativi all’apertura dei bandi 2022 Brevetti+, Marchi+ e Disegni+, per i quali sono state stanziate risorse complessive pari a 46 milioni di euro.

A partire dal 27 settembre, le PMI potranno presentare le domande per richiedere gli incentivi in favore della brevettabilità delle innovazioni tecnologiche e la valorizzazione di idee e progetti. Si tratta di un intervento che rientra nell’ambito della programmazione prevista dalla riforma sulla proprietà industriale per il triennio 2021-2023, adottata dal ministro Giancarlo Giorgetti.

DISPONIBILITÀ FINANZIARIE

Brevetti+: 20 milioni di euro, a cui devono aggiungersi ulteriori 10 milioni derivanti dalle risorse PNRR;

Disegni+: 14 milioni di euro;

Marchi+: 2 milioni di euro

CALENDARIO PRESENTAZIONE DOMANDE

Brevetti+: dal 27 settembre;

Disegni+: dall’11 ottobre;

Marchi+: dal 25 ottobre.

Seguiteci per maggiori dettagli sulle singole misure nei prossimi giorni

L’Opt-out dal brevetto europeo con effetto unitario

Il brevetto europeo con effetto unitario e la corte dei brevetti unitari (UPC) diventeranno finalmente realtà entro l’anno prossimo (2023).

La nascita di questo nuovo sistema è un evento che caratterizzerà in modo importante gli anni a venire e che richiede un’attenta valutazione delle implicazioni di ciò nella tutela delle proprie invenzioni, come già analizzato nel nostro precedente articolo

Con questo articolo, vogliamo approfondire la relazione tra la corte dei brevetti unitari e i brevetti europei con effetto unitario o meno, e quali azioni può intraprendere un titolare di un brevetto o una domanda di brevetto europeo a tale riguardo.

Una volta avviata la corte del brevetto unificato avrà giurisdizione anche sui brevetti europei già concessi e sulle domande di brevetto europeo ancora in fase di esame (secondo l’Art. 3 dell’UPCA).

In altre parole, i brevetti nazionali nei paesi aderenti all’UPCA che discendono da un brevetto europeo concesso potranno essere azionati e, soprattutto, la loro validità potrà essere contestata in modo centralizzato di fronte all’UPC.

Questo, da un lato ha l’indubbio beneficio di consentire di azionare o invalidare un brevetto in una singola istanza in più paesi con una procedura che è stata progettata per essere veloce e accurata con una decisone sul merito prevista entro un anno dall’inizio del contenzioso.

Dall’altro lato questa procedura centralizzata avrà dei costi non indifferenti, soprattutto per una PMI. Infatti, l’apertura di una procedura presso l’UPC avrà un costo fisso di 11K euro e un costo variabile definito in corso di causa, in base al valore economico del brevetto in discussione, a cui si andranno a sommare i costi per la redazione delle memorie e l’analisi delle memorie di controparte secondo i ritmi piuttosto serrati dettati dall’UPC.

In tale contesto, il titolare di un brevetto europeo o di una domanda di brevetto europeo dovrebbe valutare con attenzione la possibilità di esercitare il diritto di esclusione od opt-out (definito nell’Art.83 dell’UPCA).

Il diritto di opt-out consente al titolare di sottrarre un brevetto europeo concesso o una domanda di brevetto europeo dalla giurisdizione dell’UPC.  Di conseguenza, il brevetto europeo sottoposto a opt-out può essere oggetto di contenzioso solo dinanzi alla corte nazionale della rispettiva frazione di interesse per tutta la sua durata.  In altre parole, il brevetto europeo, o meglio le sue frazioni nazionali dovranno essere azionate o messe in discussione stato per stato secondo la prassi attuale.

L’opt-out si applica al brevetto europeo per tutta la sua durata a meno che il titolare non decida di rinunciarvi e rimettersi alla giurisdizione dell’UPC.  Questa rinuncia potrà essere fatta in un qualsiasi momento, a meno che il brevetto europeo non sia oggetto di contenzioso in una causa a livello nazionale.

Il diritto di opt-out potrà essere esercitato dal titolare del brevetto a partire dai tre mesi precedenti all’avvio delle operazioni dell’UPC – il cosiddetto sunrise period – e fino ad almeno sette anni dopo l’avvio delle operazioni dell’UPC – il cosiddetto transitional period.

È importante sapere che l’opt-out non sarà concesso se è stato avviato presso l’UPC un contenzioso che abbia ad oggetto il brevetto europeo.  In particolare, la richiesta di opt-out deve essere registrata ufficialmente nel registro dell’UPC per impedire che sia possibile avviare una qualsiasi azione legale sul brevetto presso l’UPC.

In conclusione, è importante che i titolari di brevetti europei già concessi e di domande di brevetto europeo in fase di esame valutino con sufficiente anticipo se avvalersi del diritto di opt-out per eventualmente effettuare la corrispondente richiesta in modo corretto il prima possibile così da evitare di essere vincolati a sottostare al giudizio dell’UPC, per esempio, per via di un’azione di revoca centralizzata avviata da un concorrente.

Per approfondire:

UPC Agreement

Tariffe UPC

 

© THINX Srl  – Luglio 2022

NFT – Tra innovazione e speculazione

Da un anno a questa parte l’acronimo NFT – Non Fungible Token – si è imposto sulla scena del cosiddetto Web3 – ossia, la nuova evoluzione di Internet, basata sulla tecnologia di blockchain.

Sebbene, il concepimento risalga al 2014, gli NFT sono diventati famosi al pubblico più ampio solo un anno fa, quando l’11 marzo 2021 l’artista digitale Mike Winkelmann – meglio noto come “Beeple” – vendette un NFT per 69 Milioni di dollari.

Da allora, i volumi di acquisto e scambio di NFT di arte digitale e immagini collezionabili sono cresciuti enormemente, tanto da far ricordare la seicentesca bolla dei tulipani, e sono stati accompagnati da una buona quantità di truffe.

In effetti, a partire da metà febbraio 2022 il volume di scambi di NFT si è attenuato sensibilmente rispetto alle cifre astronomiche registrate a gennaio 2022, ma comunque l’andamento del volume di scambi mostra che l’interesse rimane piuttosto alto.  Probabilmente, l’entusiasmo di gennaio si è smorzato sulla coda del periodo di alta volatilità generalizzato delle cripto-valute, della crisi energetica e della situazione geopolitica attuale con l’invasione dell’Ucraina e le conseguenti sanzioni applicate alla Russia.

 

Ma cos’è un in fin dei conti NFT?

Sebbene sia spesso associato a un’immagine, un NFT non è un’immagine digitale né un altro file multimediale.

Al contrario, un NFT è più simile a una ricevuta, un documento che attesta un bene è di chi possiede l’NFT.

Se vogliamo definirlo con un po’ di buzzword, un NFT è una proof of ownership generata per mezzo di uno smart contract registrato in un blocco di una blockchain.

Chiaro no?

Cercando di spiegare in modo un po’ più chiaro, ma senza esagerare con i tecnicismi, un NFT è un’unità di dati creata da un software – chiamato smart contract – che opera direttamente su una blockchain – la quale deve supportare gli smart contract, per esempio le blockchain Ethereum o Solana.

Una volta creato l’NFT contiene un codice identificativo che permette di distinguerlo da qualsiasi altro NFT e un codice identificativo del suo possessore, o meglio di un suo portafoglio virtuale – o wallet.  L’NFT, una volta creato, non è sostanzialmente alterabile in quanto registrato sulla blockchain e può passare di mano solo attraverso transazioni registrate sulla blockchain stessa.

Gli NFT sono definiti non fungibili perché, a differenza di due banconote reali o due “monete digitali” (come i bitcoin, ecc.) che sono tra loro equivalenti e quindi intercambiabili – ossia fungibili – ogni NFT è creato in modo da essere differente da ogni altro NFT e quindi non intercambiabili – ossia, non fungibili.

Oltre al suo codice identificativo, un NFT contiene dati aggiuntivi, o metadati, nei quali è indicato il bene di cui l’NFT certifica l’autenticità o il possesso.  Tuttavia, lo spazio dedicato ai metadati è troppo ridotto per contenere un’immagine digitale o un altro documento.

Per questo, per esempio nel caso di immagini o contenuti digitali, l’immagine o il contenuto digitale di cui l’NFT attesta il possesso è memorizzato su un server o in una rete peer-to-peer (per esempio IPFS), mentre i metadati contengono semplicemente l’indirizzo a cui reperire l’immagine o il contenuto digitale e una riga di descrizione del bene.

Quindi, gli NFT non sono limitati al solo settore dell’arte digitale.

Per esempio, restando nel settore dell’informatica, gli NFT sono stati usati per creare elementi personalizzati unici per ciascun giocatore in diversi videogiochi.  In modo simile, gli NFT sono usati nel “metaverso” per rappresentare beni digitali che possono variare da “appezzamenti di terreno virtuale” (Vedi la Pavia virtuale basata sulla blockchain Cardano https://www.pavia.io) a capi d’abbigliamento e accessori virtuali.

In misura minore gli NFT sono stati proposti anche come un certificato di autenticità per beni materiali dall’abbigliamento ai prodotti alimentari.

A proposito di Brevetti

Una rapida ricerca del termine “Non Fungible Token” sui motori di ricerca brevettuali Espacenet o Google Patents restituisce intorno ai 300 titoli.

Probabilmente, il brevetto più famoso sugli NFT è il brevetto statunitense US 10,505,726 rilasciato a Nike e associato al progetto “Cryptokicks“.  Questo brevetto tutela una procedura che genera un NFT per la certificazione di autenticità per ciascun paio di scarpe vendute a garanzia di unicità. Inoltre, un’immagine digitale della scarpa è associata all’NFT, aprendo la strada a una raccolta di immagini collezionabili.

Nel prossimo futuro, è facile prevedere che il numero di titoli brevettuali a tema NFT sia destinato a crescere in modo sostanziale nei prossimi mesi, a mano a mano che saranno resi pubblici le varie domande di brevetto che saranno state depositate negli ultimi 18 mesi a seguito dell’interesse e del mercato che si è creato intorno agli NFT.

Più in generale, gli NFT si prestano ad applicazioni che hanno i requisiti delle computer implemented inventions e quindi potenzialmente brevettabili.  Inoltre, l’intero “ecosistema” degli NFT ha mostrato diversi problemi non risolti. Per esempio, un problema importante nel caso di asset digitali è la corruzione dei collegamenti ipertestuali (link rot) registrati negli NFT.  Questi indirizzi non sono più modificabili una volta che l’NFT è creato; se l’asset digitale è spostato, rimosso o è sostituito la validità dell’NFT diventa piuttosto discutibile.

In conclusione, potenzialmente gli NFT non sono relegati a essere meri strumenti di speculazione, ma presentano diverse potenzialità legate alla digitalizzazione dei servizi e alla certificazione di prodotti.  Inoltre, sia l’aspetto di creazione degli NFT sia l’aspetto di gestione degli NFT presentano ampi margini per soluzioni migliorative.

Disclaimer: Nessuna delle informazioni sopra riportate è da intendersi come un consiglio finanziario.

Disclosure: L’autore non possiede alcun NFT.

 

© THINX Srl  – Maggio 2022

 

 

Legge di bilancio 2022- Nuovo patent box

Approvata alla Camera il 30 dicembre 2021 e in vigore dal 1° gennaio 2022, la nuova Legge di Bilancio introduce importanti novità al Patent Box, il regime di tassazione relativo ai redditi derivanti dalla proprietà intellettuale.

Di seguito elenchiamo sinteticamente i punti maggiormente rilevanti del provvedimento.

 

  • Oggetto

Il “Nuovo Patent Box – Credito R&S Potenziato” è un regime di tassazione agevolata che premia i titolari di opere dell’ingegno concesse a partire dal 2021, nello specifico:

-BREVETTI (concessi a livello nazionale, europeo, internazionale)

-SOFTWARE (protetto da copyright)

-DESIGN (concesso a livello nazionale, europeo, internazionale).

Sono esclusi dall’agevolazione Patent box: i marchi d’impresa ed il know-how (inteso come processi, formule e informazioni relative a esperienze acquisite nel campo industriale, commerciale o scientifico giuridicamente tutelabili).

 

  • Beneficiari

Tutti i titolari di reddito d’impresa (quindi sia soggetti IRPEF che IRES). I soggetti che esercitano l’opzione per il nuovo regime devono svolgere attività di ricerca e sviluppo in relazione ai summenzionati beni immateriali. Possono esercitare l’opzione anche le organizzazioni stabili in Italia di soggetti esteri, a condizione che questi risiedano in stati con i quali sia in vigore un accordo per evitare la doppia imposizione e con i quali lo scambio di informazioni sia effettivo. Tali modificazioni non riguardano sistematicamente i soggetti che hanno opzionato il precedente regime Patent Box, i soggetti che hanno sottoscritto un Accordo preventivo con l’Agenzia delle Entrate o che hanno già presentato istanza di Rinnovo, ovvero abbiano un’Istanza in corso pur con Accordo non ancora sottoscritto. Tali soggetti potranno comunque scegliere di aderire al nuovo regime dandone comunicazione all’Agenzia delle Entrate (secondo le modalità espresse in apposito Provvedimento). L’opzione esercitata è valida ai fini IRES e IRAP.

 

  • Misura e calcolo del contributo

L’agevolazione è riconosciuta in merito ai costi di ricerca e sviluppo sostenuti in relazione ai suddetti asset immateriali, purché siano dagli stessi soggetti utilizzati direttamente o indirettamente nello svolgimento della propria attività. Al fine delle imposte sui redditi, tali costi vengono maggiorati del 110%. Per tali costi, sarà necessario avere un dettaglio dei costi riferiti ai diversi asset eleggibili, configurando i caratteri di congruità ed inerenza.

La Legge di bilancio ha abrogato il divieto di cumulo con il credito di imposta per attività di ricerca e sviluppo previsto dalla Legge 160/2019, rendendo applicabili entrambe le agevolazioni.

 

  • Durata

Il regime di tassazione agevolata è opzionabile per cinque esercizi fiscali. L’opzione deve essere esercitata nella dichiarazione dei redditi relativa al primo periodo d’imposta per il quale si intende optare per la stessa. E’ irrevocabile per i cinque periodi d’imposta opzionati e rinnovabile successivamente.

Non sono più esercitabili le opzioni previste dall’art. 1 commi da 37 a 45 della L. n.190 del 2014 e dell’art.4 del DL 34 del 2019. I soggetti che hanno esercitato le opzioni previste dall’art. 1 commi da 37 a 45 della L. n.190 del 2014 possono scegliere in alternativa al regime opzionato di aderire al nuovo Patent Box, previa comunicazione da inviarsi secondo le modalità stabilite dall’Agenzia delle Entrate.

Viene introdotto anche un meccanismo di recapture di otto anni, che consente alle imprese di recuperare la maggiorazione del 110% sulle spese di ricerca e sviluppo sostenute dall’ottavo periodo d’imposta precedente a quello nel quale il bene immateriale è coperto da un titolo di privativa industriale.

© THINX Srl  – Marzo 2022